Cronaca

Addio Mario, le lacrime di Rosa L’autopsia: undici coltellate

L’emozione di Rosa Maria Esilio, moglie di Mario Cerciello Rega, all’arrivo del feretro alla camera ardente del vice brigadiere dei Carabinieri a Roma, in piazza del Monte di Pietà. Domani a Somma Vesuviana nel napoletano i funerali del militare dell’Arma ucciso con 11 coltellate inferte da Elder Finnegan Lee nel cuore di Roma. Il dato è emerso dall’ autopsia svolta ieri all’istituto di medicina legale della Sapienza. I due si erano sposati appena un mese fa e proprio nella chiesa dove domani si svolgerà l’ultimo saluto a Mario Cerciello Rega. Tantissimi cittadini in coda nonostante la pioggia per rendere omaggio al vice brigadiere ucciso durante il servizio.

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Stretta in un tailleur pantalone blu, sotto una camicia bianca, Rosa Maria veglia il feretro del marito Mario Cerciello Rega. I suoi occhi sono gonfi per tutte le lacrime che hanno pianto. Intorno a lei, immobile nel suo dolore, il viavai delle migliaia di persone e appartenenti alle forze dell’ordine che sono venuti a dare l’ultimo saluto al vice brigadiere ucciso il 26 luglio.
 

LA RABBIA DEI ROMANI: «ADESSO ERGASTOLO E LAVORI FORZATI»
«Mario non lo conoscevo, purtroppo l’abbiamo conosciuto in questa circostanza. Adesso la giustizia deve fare il veramente il suo corso: sono molto arrabbiata. Auspico l’ergastolo a vita e i lavori forzati per l’omicida».  Così all’Adnkronos un’operaia 43 enne arrivata in piazza del Monte di Pietà insieme ad altre centinaia di persone da ogni angolo della città per rendere omaggio al vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso con otto coltellate venerdi notte. Masia, come molte altre persone, stringe in mano un mazzo di rose bianche da lasciare vicino al feretro del militare. 

SINDACO SOMMA VESUVIANA: «NON INFANGARE SUO NOME»
«Era mio dovere essere qui oggi perché rappresento la sua città e perché ero un suo amico. Non infanghiamo il nome di Mario, come sto leggendo su alcuni articoli di giornale, non lo merita. Era un galantuomo, un umile servitore dello Stato che ha pagato a caro prezzo il suo lavoro». Lo ha detto il sindaco di Somma Vesuviana Salvatore Di Sarno uscendo dalla camera ardente del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso il 26 luglio mentre era in servizio. «Ai giudici dico non siate parsimoniosi, c’è bisogno di rispetto per la divisa, per gli uomini che prestano la loro vita allo Stato», ha concluso.
 

Intanto, nonostante la confessione dei due studenti americani arrestati per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, restano dei punti oscuri su quanto accaduto a Roma nella notte tra giovedì e venerdì, nel quartiere Prati. Ci sono infatti dei particolari ancora da chiarire per comprendere l’esatta dinamica del furto e dell’estorsione che stanno all’origine del delitto del vicebrigadiere, così come altri particolari che riguardano l’omicidio stesso.

«Mi hanno rubato la borsa. Ho chiamato questi ragazzi e mi chiedono un riscatto di soldi. Devo fare una denuncia». A dirlo Sergio B., l’uomo derubato dello zaino che ha innescato l’operazione sfociata nella morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. «Dentro ho i documenti, non dico i soldi… Se potete venire almeno vi do il numero così se si mi rispondono potete rintracciarli», dice nella registrazione della telefonata al Nue 112.


 


Domenica 28 Luglio 2019, 15:28 – Ultimo aggiornamento: 28-07-2019 18:34
[Fonte il Mattino di Napoli]

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