Cronaca

«Patente, quiz incomprensibili»: i 18enni a Napoli gettano la spugna


L’esame per la patente? Le domande sono troppo difficili da capire per almeno due ragazzi su dieci della Sanità. Un segno della «bassa scolarizzazione – dichiara Paolo Colangelo, presidente di Confarca – che ha portato il 20% dei ragazzi a rinunciare al percorso». Livello culturale scarso, troppe ore di video sui cellulari e, in parte, la «post-alfabetizzazione» dei tempi che corrono. Fa riflettere l’impasse dei quiz da superare per mettersi al volante che ha visto coinvolti 120 giovani. L’incapacità di comprendere le domande dei test da parte dei giovani è stato uno dei temi emersi alla chiusura, nei giorni scorsi, di “Guida bene in Sanità”, il progetto destinato ai giovani di famiglie con disagi economici, il cui obiettivo era formarli e istruirli per consentirgli di conseguire la patente A1 o B. Il 20% dei 18enni ha rinunciato, anche se era tutto gratis. Intanto, ieri è stato presentato il nuovo progetto gemello: “Guida bene a Forcella”. 

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Nella sede di piazza Matteotti, in presenza del sindaco di Città Metropolitana Luigi de Magistris, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa di “Guida bene a Forcella”, progetto che vedrà coinvolti 100 ragazzi della II e della IV Municipalità che vivono in condizioni economiche delicate. Il proposito è accompagnarli, gratis, nel conseguimento della patente. «Questo secondo evento è importante – dichiara Paolo Colangelo, presidente di Confarca – Dopo la Sanità, tocchiamo Forcella, un’altra zona difficile. Speriamo di fare un altro passo verso la legalità. Il 20% dei ragazzi coinvolti nell’iniziativa della Sanità, anche per bassa scolarizzazione, ha gettato la spugna a causa di grossi problemi nella parte teorica dell’esame». L’iniziativa di Forcella, promossa con la Direzione generale territoriale Sud del ministero dei Trasporti, ha come finalità anche la diffusione di una conoscenza corretta della guida. Convegni e percorso formativo sulla sicurezza al volante si terranno nei locali dell’associazione “L’Altra Napoli”. A sostegno del progetto, oltre a Città metropolitana e Direzione territoriale del ministero dei Trasporti, ci sono Confarca – Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici, Unasca – Unione Nazionale Autoscuole, Fondazione Teatro Trianon, le parrocchie di San Giovanni Maggiore e Santissimo Annunziata Maggiore, le associazioni “Amici di Carlo Fulvio Velardi”, e “A Forcella”. 
 

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Se la «bassa scolarizzazione» è la chiave per spiegare i numerosi abbandoni dei corsi per la patente gratis a Napoli, la difficoltà del contesto sociale non spiega del tutto il fenomeno delle difficoltà nella comprensione del testo. A dirlo, senza mezzi termini, oltre alla Motorizzazione Civile Sud, sono le stesse autoscuole: «I quiz dell’esame li fa il ministero – dice Antonio D’Atri, presidente dell’Unione Nazionale Autoscuole – Più volte abbiamo fatto capire che dovrebbero essere più semplici, e speriamo che si prendano provvedimenti in questo senso. Il problema della difficoltà nella comprensione dei quiz oggi riguarda 5 ragazzi su 10 a Napoli, ma si estende a tutto il Paese». È un problema da non sottovalutare: il numero di dislessie e altri disturbi dell’apprendimento riconosciuti a livello scolastico è aumentato dallo 0,7% del 2011 fino a raggiungere il 3,2% degli iscritti nel 2018. «I diciottenni di oggi hanno difficoltà di apprendimento in tutta Italia – spiega Pasquale D’Anzi della Motorizzazione Civile Sud – La richiesta delle autoscuole è chiara: bisogna rivedere i quiz».
 

[Fonte il Mattino di Napoli]


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