Cronaca

Siria, parte l’attacco della Turchia I curdi: «Raid aerei su aree civili»


a dirigersi verso la zona frontiera con la Turchia per compiere il loro dovere morale di resistenza in questo momento storico e delicato», recita un comunicato.

Gli ambasciatori in Turchia dei Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu sono stati invitati al ministero degli Esteri di Ankara per essere aggiornati sugli sviluppi dell’operazione militare.

Nell’offensiva saranno impegnati cinquemila soldati delle forze speciali della Turchia e almeno 18mila combattenti di milizie locali dell’Esercito siriano libero (Esl). Abdelrahman Ghazi Dadeh, portavoce di Anwar al-Haq, una milizia dell’Esl, precisa che 10 mila saranno impiegati a Ras al-Ayn e gli altri a Tal Abyad, le due postazioni frontaliere evacuate dai soldati Usa. 

«L’operazione» militare che la Turchia condurrà nel nord-est della Siria «si svolge nel quadro del diritto internazionale» e degli «accordi dell’Onu», ha sostenuto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu in una conferenza stampa dall’Algeria. «Sosteniamo l’integrità territoriale della Siria», ha assicurato il ministro, insistendo sul fatto che l’incursione è un diritto di Ankara per difendere la sicurezza dei suoi confini.

Rivolgo un «appello alla Turchia affinché blocchi l’operazione militare in corso. La via militare non porta mai a buoni risultati», ha detto il presidente della Commissione dell’Ue Jean Claude Juncker intervenendo al Parlamento europeo. E rivolgendosi ad Ankara ha aggiunto: «Non aspettatevi che l’Ue finanzi una cosiddetta zona sicurezza».​

«Le stupide guerre senza fine, per quanto ci riguarda, stanno finendo!


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