“Bisogna sempre preoccuparsi e occuparsi. Siamo di fronte ad un fenomeno particolarmente complesso. La fase di monitoraggio è molto intensa. Siamo alle prese con un vulcano particolarmente difficile, a livello mondiale, e serve quindi tanta prudenza, anche nell’uso delle parole. La magistratura si è tanto occupata in passato di alcuni termini adottati, o per eccesso di prudenza o per eccesso di allarme. La situazione dei Campi Flegrei è particolarmente monitorata. L’Osservatorio Vesuviano di Napoli, l’Ingv, la comunità scientifica, lavorano giorno dopo giorno, ora dopo ora, per verificare il processo evolutivo, quindi anche l’alterazione di alcuni parametri che rappresenterebbero un campanello di allarme. Bisogna convivere in maniera vigile con lo sciame, senza farsi prendere dal panico. I dati precedenti mostrano come il livello massimo si sia mantenuto entro certi valori, certa energia. Ricordo che lì concorre l’attività sismica connessa con quella bradisismica. Si tratta di due valori che vengono tenuti costantemente sotto controllo. Non possiamo fare previsioni. Quale sarà l’evoluzione è difficile dirlo. Certo è che bisogna essere sempre pronti a qualunque evenienza. Questa è la parola d’ordine per chi fa prevenzione. Immaginare sempre l’evoluzione estrema, ma naturalmente lavorare quotidianamente senza farsi prendere da un eccessivo condizionamento. Conviviamo in maniera vigile con il rischio”. Così il ministro per la protezione civile Nello Musumeci, nel corso di una lunga intervista rilasciata a Rainews24, ha fatto il punto della situazione sullo sciame sismico in corso nei Campi Flegrei e sulla prevenzione da mettere in campo nell’area interessata dal fenomeno bradisismico. 

Il messaggio alla popolazione

“Il ministro per la Protezione civile, ma in generale ogni operatore della pubblica amministrazione, anche se preoccupato, non deve mai lasciarlo intendere – ha proseguito Musumeci – . Bisogna essere assolutamente chiari in questi casi e parlare ai cittadini con assoluta ed estrema chiarezza. Niente panico, è un’attività che conosciamo ormai da oltre un anno, parlo dell’ultimo sciame sismico, e stiamo utilizzando tutti i mezzi affinchè si possa essere pronti, parlando di prevenzione, quindi tutte le misure che fanno capo ai vari soggetti istituzionali: lo Stato, la Prefettura, la Regione, il Comune, la Città Metropolitana. Azzardare previsioni la comunità scientifica non ce lo consente, perchè non esistono certezze. Tutto potrebbe accadere e potrebbe anche coglierci impreparati se noi dovessimo sottovalutare un aumento dei valori che abbiamo conosciuto nelle ultime settimane o negli ultimi mesi. Continuiamo a convivere con questo rischio, le scosse e l’attività che finora abbiamo registrato non hanno determinato particolari danni nelle strutture pubbliche, penso soprattutto alle scuole. Dobbiamo, però, essere sempre vigili. Il fenomeno potrebbe scemare nelle prossime giornate, così come potrebbe durare anni e anni. Questo lo sappiamo e lo sanno tutti. La storia delle crisi naturali ce lo insegna. Ma lo Stato è presente con le sue articolazioni e già dal settembre del 2023 il governo nazionale ha adottato, d’intesa con la Regione Campania e con i tre comuni maggiormente interessati, una serie di programmi e di iniziative di prevenzione strutturale e non strutturale (le esercitazioni, tanto per intenderci). Queste sono attività che nel passato non si sono sufficientemente poste in essere. Stiamo lavorando per recuperare decenni e decenni di distrazione, però tutto quello che c’era da fare in questo lasso di tempo, è stato fatto. Continuiamo, quindi, ad essere attenti, ma al tempo stesso invitiamo la popolazione a continuare a convivere con i rischi di un territorio che è complesso, senza mai rilassarsi o esasperare la condizione. Certo, se la casa trema, fa paura a chiunque ed è comprensibile”.

Il piano di evacuazione e le esercitazioni

“Se si è pronti nel caso in cui si dovesse passare da allerta gialla ad allerta arancione? E’ stato già esaminato e valutato il piano di evacuazione. Ogni comune è dotato di un piano di protezione civile e fra le attività di prevenzione non strutturale c’è appunto quella di verificare questo piano con delle esercitazioni, che non devono rappresentare delle lunghe passeggiate noiose, ma rappresentare quanto più è possibile il contesto e la condizione nella quale ci si troverebbe di fronte al vero e reale rischio. Questo lo abbiamo fatto e non si facevano esercitazioni da anni. Ne abbiamo programmate e realizzate tre nel 2024: alla prima hanno partecipato 100 persone, alla seconda circa 180/200, alla terza 1400 persone. Segno evidente che, inistendo, siamo riusciti a fare breccia nel muro dell’indifferenza. Noi meridionali, poi, siamo anche un po’ fatalisti, tocchiamo il corno rosso e il ferro, ma adesso abbiamo capito, e spero in tanti, che in quel territorio bisogna acquisire le conoscenze necessarie per applicare le condotte appropriate qualora si verificasse il rischio. Bisogna insomma non esagerare, nè minimizzare. Il piano di protezione civile, nelle sue articolazioni, prevede anche come comportarsi nel caso in cui la popolazione spontaneamente, a fronte di una scossa particolarmente avvertita, dovesse riversarsi sulle strade. Quello che noi suggeriamo è intanto di non fare ricorso alle automobili e ai mezzi meccanici, perchè questo, in caso di necessità, impedirebbe ai mezzi di soccorso di poter accedere nelle aree interessate. Esistono poi delle apposite aree di raccolta, dove la gente può radunarsi per stare al sicuro. Tutto quello che è stato fatto, è stato fatto per essere pronti ad ogni evenienza. Il panico potrebbe colpire chiunque, ma soprattutto chi non è a conoscenza del fenomeno. Ecco perchè noi diciamo che bisogna cominciare dalle scuole a spiegare cos’è il bradisismo, che cos’è il terremoto, che cos’è un’eruzione”, ha aggiunto il ministro. 

La messa in sicurezza delle scuole

In conclusione Musumeci ha parlato anche degli interventi di messa in sicurezza delle scuole e di altre strutture pubbliche che insistono sull’area interessata dal fenomeno bradisismico: “Il Governo, su iniziativa della Protezione civile, ha varato un piano che costerà oltre 400 milioni di euro, per mettere in sicurezza le scuole che ancora non lo sono, le caserme, strutture complesse come ad esempio l’accademia Aeronautica di Pozzuoli, le infrastrutture di mobilità. L’attività è già iniziata, abbiamo nominato un commissario, un esperto tecnico, e già sono iniziate le attività per la messa in sicurezza delle strutture pubbliche. Ci sono scuole che non hanno bisogno di interventi e altre sulle quali si sta intervenendo. Noi parliamo con assoluta realtà alla gente, perchè la gente ha il dovere di conoscere la verità. Se queste opere di prevenzione si fossero fatte nel passato, oggi non staremmo qui a parlare di questa amara realtà. Noi abbiamo cominciato nell’ottobre del 2023 ad occuparci in maniera concreta dei Campi Flegrei. Abbiamo fatto in un anno e mezzo tutto quello che non era stato fatto in 80 anni. E’ chiaro che per mettere in sicurezza le scuole, serve un progetto, una ricognizione, una gara e realizzare l’opera. Il commissario Soccodato, che è persona assai competente, sta lavorando con grande impegno con il suo team. La collaborazione della Regione Campania e degli enti locali è assoluta, quindi, ci vorrà il tempo che sarà necessario per ridurre il rischio. Bisogna dire che il rischio zero non esiste. Si può intervenire nelle infrastrutture per mitigare gli eventuali effetti. E in questo senso devo dire che non ci stiamo assolutamente risparmiando, però quando parlo di convivenza vigile con il rischio, mi riferisco proprio a questo. Bisogna stare sempre allerta, che non significa lasciarsi prendere dal panico, perchè può anche essere un’attività fisiologica, che potrebbe durare anche mesi e anni. Invece in quella zona così operosa come i Campi Flegrei, ci sono attività economiche importanti, ma anche la vita normale di una famiglia, che deve proseguire sapendo che si vive su un territorio complesso e difficile”. 



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