Cronaca

Coronavirus, Niccolò è tornato in Italia, nuove visite, poi allo Spallanzani Video

Coronavirus, Niccolò è atterrato alle 7,38 nella base di Pratica di Mare. Il Boeing KC767 dell’Aeronautica militare ha riportato in Italia lo studente di 17 anni di Grado bloccato a Wuhan a causa della febbre. Ad attenderlo sulla pista dell’aeroporto, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Non ci sono invece i genitori che lo attendono allo Spallanzani dove il ragazzo è stato portato in ambulanza partendo dallo scalo sul litorale poco dopo le 9. 

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Con la febbre in aeroporto non si finisce in quarantena

A bordo del velivolo anche il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri, assieme a medici ed infermieri, che conferma le buone condizioni di Niccolò: “Lo studente non ha alcun sintomo, nemmeno la febbre – dice Sileni – ha già fatto i tamponi e in tarda mattinata avremo i risultati”.

Appena atterrato il Boeing dell’Aeronautica, il ministro degli Esteri ha chiamato la mamma di Niccolò: “L’ho sentita al telefono per avvisarla che il figlio era arrivato e che sta bene. Con questo volo, è terminata L’evacuazione  dalla Cina dei nostri connazionali che hanno chiesto di rientrare in Italia – ha concluso il ministro – faccio gli auguri a Niccolò e alla sua famiglia con cui lo Stato aveva preso l’impegno di riportarlo a casa”.

Pronta dalle 7 davanti all’aeroporto di Pratica di Mare a Pomezia anche la colonna mobile con la polizia stradale di Albano e i mezzi sanitari dei vigili del fuoco. Che sono stati chiamati per scortare l’ambulanza con il ragazzino di Grado giunto in aereo militare dalla Cina a Pratica di Mare , per essere trasportato allo Spallanzani, stamattina.

Risultato negativo al Coronavirus e a tutti i controlli prima dell’imbarco, lo studente friulano ha viaggiato in isolamento, protetto in una struttura cosiddetta di “alto biocontenimento” con l’assistenza dei medici della forza armata azzurra.  Si tratta di una speciale barella  protetta da un involucro di Pvc con potenti filtri che impediscono il passaggio di particelle potenzialmente infette e che permette l’osservazione e il trattamento del paziente. Un protocollo collaudato da anni con successo dal 14esimo stormo dall’Aeronautica e gestito dalla sua equipe medica. Niccolò sta bene e dopo circa 13 ore di volo e è stato trasferito all’ospedale Spallanzani dove trascorrerà la quarantena. Il terzo tentativo di rientrare a casa è finalmente andato a buon fine. 

Il giovane friulano era stato costretto a rimanere a Wuhan per due volte a causa della febbre a intermittenza che gli aveva impedito di salire sui due voli che il 5 e il 9 febbraio avevano riportato a Roma 64 italiani, poi trasferiti alla Cecchignola per la quarantena. Il Boeing che lo ha trasferito in Italia era partito da Pratica di Mare alle 5,45 di ieri, dopo che le autorità cinesi avevano dato il via libera alla procedura per la sua evacuazione. Il ragazzo si trovava a Wuhan, città focolaio dell’epidemia, per un programma interculturale di alcuni mesi.

Le procedure
Il giovane è sottoposto ad ulteriori controlli prima di lasciare in ambulanza l’aeroporto di Pratica di Mare. L’isolamento, sempre da protocollo, proseguirà anche durante il suo imminente trasferimento in ospedale con una speciale autoambulanza.  

L’ATTESA
Adesso l’incubo di Niccolò è veramente finito
: il giovane bloccato in una Wuhan schiacciata dal coronavirus rientra in Italia. È salito a bordo di un volo dell’Aeronautica militare che è andato a prenderlo per portarlo a Pratica di Mare dove ad attenderlo ci sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Il 17enne di Grado viaggia in isolamento, protetto all’interno di una cosiddetta struttura di «alto biocontenimento». Dopo lo sbarco, il trasferimento allo Spallanzani per la quarantena. Il terzo tentativo, finalmente, è andato a buon fine.

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Il giovane studente friulano, rimasto a terra per due volte nel giro di pochi giorni a causa della febbre, stavolta ha superato i controlli medici all’aeroporto e quindi è stato autorizzato ad imbarcarsi sul Boeing KC-767 atterrato nel pomeriggio a Wuhan e ripartito per l’Italia dopo qualche ora. Niccolò è risultato negativo al test del coronavirus durante il suo soggiorno forzato a Wuhan, ma a Roma è stato comunque deciso di farlo viaggiare in massima sicurezza. Per il velivolo militare diretto a Pratica di Mare è stato previsto un protocollo utilizzato la prima volta per rimpatriare dalla Sierra Leone un connazionale con una grave forma di tubercolosi polmonare resistente a ogni trattamento farmacologico.

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Si tratta di una barella speciale protetta da un involucro di Pvc che permette l’osservazione e il trattamento del paziente in isolamento (gestito da un’equipe medica) con potenti filtri che impediscono il passaggio di particelle potenzialmente infette. L’isolamento, sempre da protocollo, dovrebbe proseguire anche durante il trasferimento in ospedale con un’ambulanza. Niccolò, durante la lunga attesa nell’epicentro del coronavirus, confinato in una stanza d’albergo, ha avuto la febbre a intermittenza: circostanza che gli ha impedito di salire sui due aerei che il 5 ed il 9 febbraio hanno riportato a Roma 64 italiani, poi trasferiti alla Cecchignola e al Celio per la quarantena. Adesso, a quanto si apprende, sta bene. In ogni caso, al rientro, come tutti gli altri sarà sottoposto alla quarentena. Nel suo caso è stato scelto l’Istituto Spallanzani.


 


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I genitori del ragazzo, comprensibilmente in apprensione, dovranno attendere ancora un po’ per riabbracciarlo, ma ciò che conta è la fine della sua cattività in Cina. Il governo si è speso molto per accelerare il più possibile il suo rimpatrio, e già il giorno dopo il secondo stop all’aeroporto di Wuhan aveva deciso di inviare un proprio aereo appositamente per lui. La partenza però ha subito diversi rinvii, motivati dalle autorità cinesi con la congestione del traffico nello scalo della città, dove continuano ad arrivare aerei con forniture di prima necessità, medicine e strumenti protettivi contro il virus. Tra i due governi ci sono state anche delle incomprensioni legate al blocco italiano dei voli per la Cina, mal digerito da Pechino. Ma sul dossier Niccolò i contatti sono rimasti costanti, fino a che le autorità cinesi hanno autorizzato l’arrivo a Wuhan del volo militare per riportare a casa lo studente di Grado. Con soddisfazione di tutti per il positivo esito della vicenda.

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Ultimo aggiornamento: 09:32 [Fonte il Mattino di Napoli]




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