Cronaca

Covid, le varianti spingono verso le chiusure a zone: ecco le Regioni a rischio arancione

Cinque Regioni sono in bilico: rischiano di passare all’arancione. E la decisione verrà presa venerdì. Un rischio, di andare dal giallo all’arancione, che tocca l’Emilia-Romagna, il cui presidente Stefano Bonaccini ha già anticipato il cambiamento ma anche la Lombardia, che nell’area milanese avrebbe un Rt superiore a 1. Tra le grandi regioni rischia a anche il Piemonte, poi sono in bilico Friuli e Marche. Si potrebbero aggiungere ad Abruzzo, Liguria, Toscana e Provincia di Trento (già arancioni) e a Umbria e Provincia di Bolzano che sono in parte (la provincia di Perugia) o tutte rosse.

Le varianti spaventano i tecnici, si teme la ripresa dell’epidemia mentre vengono create nuove zone rosse, ma intanto i dati sulla circolazione del virus in Italia non cambiano. Il nostro Paese si trova in un plateau ormai da quattro settimane. In quella appena conclusa, dal 10 al 16 febbraio, i nuovi positivi sono stati 84.347. La settimana prima il dato era praticamente identico: 84.749 (il calo è stato di 402 casi, cioè di appena lo 0,4%). Prima ancora (dal 27 gennaio al 2 febbraio) il numero era 84.702, e dal 20 al 26 gennaio 85.397. Praticamente è tutto fermo in attesa di capire l’effetto reale che l’impatto delle nuove varianti avrà sulla curva.

La Lombardia torna a crescere: +14,8%

Nelle Regioni la situazione è ovviamente eterogenea. Ecco quali sono quelle dove si osserva un aumento: Lombardia da 11.946 a 13.714 (+1.768, +14,8%), Abruzzo da 2.621 a 2.967 (+346, +13,2%), Basilicata da 508 a 553 (+45, +8,8%), Toscana da 4.366 a 4.633 (+267, +6,1%), Molise da 533 a 559 (+26, +4,8%), Piemonte da 5.005 a 5.234 (+229, +4,5%), Emilia-Romagna da 8.618 a 8.983 (+365, +4,2%), Marche da 2.573 a 2.631 (+58, +2,2%), Provincia di Trento da 1.386 a 1.414 (+28, +2%), Puglia da 5.983 a 6.047 (+64, +1%).

Calo record in Sardegna

A scendere sono invece Sardegna da 933 a 665 (-268, -28,7%), Friuli Venezia Giulia da 2.594 a 1.933 (-664, -25,6%), Val d’Aosta da 66 a 52 (-14, -21,2%), Sicilia da 4.923 a 3.925 (-998, -20,2%), Calabria da 1.413 a 1.164 (-249, -17,6%), Umbria da 2.572 a 2.252 (-320, -12,4%), Provincia di Bolzano da 4.335 a 3.891 (-444, -10,2%), Liguria da 2.171 a 2.004 (-167, -7,6%), Veneto da 4.663 a 4.375 (-288, -6,1%), Lazio da 7.042 a 6.910 (-132, -1,8%), Campania da 10.498 a 10.421 (-77, -0,7%).

 

Nuovo record dei test

I test crescono ancora ma il numero è comunque abbastanza stabile. Nella scorsa settimana sono stati 1.840.619 contro 1.727.685 dei giorni tra il 3 e il 9 febbraio. Si tratta del record ma va ricordato che da alcune settimane si contano anche i tamponi antigenici rapidi, dei quali un tempo non si teneva conto. Riguardo al rapporto tra test e positivi, nell’ultima settimana è stato del 4,58% conto il 4,91%. La settimana ancora precedente era 4,88%.

Scendono i ricoveri, in sette giorni 516 decessi in meno

Prosegue il calo dei ricoveri totali, in tutti i reparti, arrivato alla quinta settimana consecutiva. Ieri erano 20.537  le persone negli ospedali con il Covid. Martedì 9 i ricoverati erano 21.655 (-1.118, – 5,1%), la settimana precedente il dato era 22.531, il 26 gennaio 23.727. Nelle terapie intensive la tendenza è la stessa. Ieri erano ricoverati nei reparti di rianimazione 2.074 contro i 2.143 di martedì 9 (-69, -3,3%) e i 2.214 della settimana precedente. Ieri i decessi totali erano 94.171, contro i 92.002 del martedì precedente. In una settimana sono stati 2.169. La settimana precedente erano stati 2.685, quindi c’è stato un calo di 516 decessi (-19,2%). Prima ancora erano stati 2.922.


fonte : repubblica.it