Cronaca

Governo Draghi, ultime notizie: Salvini: “Io europeista? Sono pragmatico”. Domani ricominciano le consultazioni

Riprenderanno domani e si concluderanno martedì alle 17,15 le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi con le forze politiche per la formazione dell’Esecutivo. Con ogni probabilità la fiducia sarà votata già in settimana: entro lunedì 15 bisognerà infatti adottare le nuove misure anti-Coronavirus. Prosegue il dibattito politico a proposito del riposizionamento di alcuni partiti, in primis la Lega che ha dato la disponibiità di appoggiare l’ex presidente della Bce che ha incassato nella notte il plauso di Christine Lagarde (“Draghi farà ripartire l’economia con l’aiuto Ue”, ha dichiarato l’attuale numero uno della Banca centrale europea).

Intanto il capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali della Camera, Stefano Ceccanti, in un post sul suo blog sprona il partito (“Non si può essere incinti a metà”) alludendo all’idea del sostegno esterno. “Il Pd – ha ribadito Ceccanti – ha convintamente plaudito con forza all’incarico deciso dal Presidente Mattarella e non può che muoversi linearmente e coerentemente su questa linea, qualsiasi cosa facciano altri”. A spronare il M5S ci pensa il deputato questore M5S, Francesco D’Uva con un posto sul proprio sito web. “Il Movimento 5 Stelle – avverte – ha una grande responsabilità. Quella di far continuare il cambiamento” e anche se “vogliono dividerci”, invece “ricordiamo sempre che possiamo essere determinanti soltanto se determinati”.

 

 

Sul fronte degli enti locali Antonio Decaro, presidente dell’Anci, auspica che il governo sia formato “al più presto”, in quanto, spiega, “ci serve un punto di riferimento”, mentre il governatore della Liguria, Giovanni Toti, insiste nel chiedere “leggi per spendere i soldi in fretta, come abbiamo fatto a Genova per ricostruire il ponte”. Per quanto riguarda le parti sociali, infine, la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan annuncia: “Andremo all’incontro con uno spirito molto positivo. Abbiamo delle emergenze, quella sanitaria e quella occupazionale”.

Draghi sta trascorrendo la domenica nel suo casolare a Città della Pieve, in Umbria, dove è rientrato ieri sera, dopo aver ultimato il primo giro di consultazioni. L’ex presidente della Bce non è stato visto uscire dalla villa immersa nella campagna tra Umbria e Toscana, i cui cancelli sono presidiati da una pattuglia dei carabinieri. Negli ultimi giorni, pur essendo rientrato a Città della Pieve ogni sera dopo gli impegni romani, il premier incaricato ha evitato in paese apparizioni pubbliche, che, fino a Natale, erano state abbastanza frequenti.

 

 

Il leader della Lega sta compiendo i suoi passi e assicura che “non faccio partire un governo per vendetta nei confronti di qualcuno, o per togliermi delle soddisfazioni”, auspicando che “si sommino i voti di tutte le forze che daranno vita a questo governo“. Un esecutivo chiamato a dare risposte su temi tanto decisivi che “spero che il governo, se andra’ a nascere, non si divida in fazioni tra destra e sinistra”, manda ancora a dire.

Poi sottolinea: “Lascio volentieri a altri le etichette di europeista o anti europeista. Io sono una persona molto pragmatica, molto concreta. Se nei prossimi mesi – e di questo abbiamo parlato con Draghi, non di storia o di geografia – si parlerà di tasse e di burocrazia, di come far ripartire i cantieri fermi e dare un po’ di respiro alle famiglie, ai commercianti e agli imprenditori, io ci sto”. E a chi gli chiedeva se fosse intenzionato a entrare nel governo, il leader leghista ha chiarito: “L’ultima mia preoccupazione è il totoministri e la spartizione di poltrone. Aspettiamo le proposte del professor Draghi e vedremo”.

 

 

Risponde così il leader della Lega ai molti che lo criticano per l’inversione a U nei confronti dell’Europa. Fra chi lo accusa di questo cambio di passo,  Marco Di Maio, deputato di Italia Viva. “L’operazione che ha portato a conferire a Mario Draghi l’incarico di formare un nuovo governo – ha twittato – ha prodotto già alcuni risultati. Tra questi uno dei più sorprendenti è aver portato Salvini e la Lega che gridavano ‘No euro’ e ‘Prima gli Italiani’, a definirsi europeisti. Bene…”. E Andrea Orlando del Pd. “Un primo effetto l’incarico a Draghi l’ha avuto. Salvini è diventato europeista in 24 ore”.

Salvini: “Contatti frequenti con Pd? No, ma li avremo”

“Non ho frequentazioni assidue con il Pd ma le avremo”. L’ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini rispondendo a una domanda sui presunti contatti frequenti avuti di recente con Matteo Renzi, ospite del programma ‘Il caffè della domenica’ su Radio 24. Sul leader di Italia viva, Salvini ha chiarito: “Ci vediamo in Senato e ci saremo messaggiati una volta, così come con altri leader di partito”. Anche con Luigi Di Maio? “Sì, è il mio mestiere” aggiungendo che al contrario fa “telefonate quotidiane con Berlusconi, la Meloni e Toti”.

 

Domani al via il secondo giro di consultazioni

Ecco il programma della seconda tornata delle consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi e i gruppi parlamentari, in programma domani: alle 15 gruppo Misto della Camera e Minoranze Linguistiche; alle 15,30 Maie, Movimento associativo italiani all’Estero-Psi (componente Gruppo Misto Camera); alle 16 +Europa-Radicali Italiani (componente gruppo Misto Camera) e +Europa-Azione (componente gruppo Misto Senato); alle 16,30 Noi con l’Italia-Usei-Cambiamo!-Alleanza di centro (componente gruppo Misto Camera) e Idea e Cambiamo (componente gruppo Misto Senato); alle 17 Centro Democratico-Italiani in Europa (componente gruppo Misto Camera); alle 17,30 gruppo per le Autonomie (Svp-Patt,Uv) del Senato.

 

Martedì consultazioni di Draghi con i ‘big’

I partiti più grandi saranno al tavolo del secondo giro di consultazioni per la formazione del governo a partire da martedì 9 febbraio. Martedì si riparte alle 11 con il gruppo Europeisti-Maie Centro Democratico del Senato; alle 11,45 Liberi e Uguali e la componente di Liberi e Uguali del Senato; alle 12,30 Italia Viva, gruppo Camera e Italia Viva-PSI Senato; alle 13,15 gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia; alle 15 gruppi parlamentari Pd; alle 15,45 gruppi parlamentari di Forza Italia e Udc Senato; alle 16,30 gruppi parlamentari Lega e Partito Sardo d’Azione Senato; alle 17,15 gruppi parlamentari M5s.




fonte : repubblica.it