Cronaca

Israele, capi di Stato e teste coronate: 49 delegazioni da tutto il mondo per il 75° della liberazione di Auschwitz


Capi di Stato, tra presidenti, primi ministri e teste coronate, e una schiera di uomini politici provenienti da ogni parte del mondo: sono 49 le delegazioni straniere attese in Israele per la due giorni dedicate mercoledì e giovedì al 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, che cade invece il 27 gennaio.  Sarà il più grande evento politico dalla nascita di Israele, a parte i funerali di Yitzhak Rabin e di Shimon Peres. Focus principale sarà il Forum internazionale, in programma al Museo della Shoah a Gerusalemme, dedicato alla lotta all’antisemitismo risorgente in modo di arrivare alla definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance), adottata la settimana scorsa anche dall’Italia.
La due giorni di Gerusalemme sarà anche l’occasione di incontri politici ad alto livello per la presenza alle celebrazioni del presidente russo Vladimir Putin, del vicepresidente Usa Mike Pence, del presidente francese Emmanuel Macron e anche dell’inviato speciale di Donald Trump Jared Kushner, detentore del lungamente atteso Piano di Pace tra israeliani e palestinesi. Il premier Benyamin Netanyahu – lo ha annunciato lui stesso – avrà incontri con tutti loro e i temi dei colloqui saranno quelli regionali, a partire dall’Iran e dalla Siria. Kushner vedrà non solo Netanyahu ma anche il suo principale sfidante alle prossime elezioni Benny Gantz. Ad essere coinvolto inoltre non sarà solo il versante israeliano, ma anche quello palestinese: Putin ha in programma un incontro con il presidente Abu Mazen giovedì 23 a Betlemme, dove visterà anche la Basilica della Natività. L’Autorità nazionale palestinese (Anp) – secondo i media – spera che l’incontro serva a rafforzare le relazioni bilaterali con la Russia. Ma sarà anche Macron, a quanto si è appreso, ad andare a Ramallah in Cisgiordania per incontrare i vertici dell’Anp. Lo stesso dovrebbe fare il principe Carlo. Putin, Macron, Carlo e Pence – in rappresentanza delle potenze alleate durante la Seconda Guerra Mondiale – saranno i principali interventi del Forum, oltre al presidente tedesco Frank Walter Steinmeier e, ovviamente, a Rivlin e Netanyahu.
Non ci sarà invece il presidente polacco Andrzej Duda, pure invitato da Yad Vashem: alla fine ha declinato in polemica, secondo i media, con il fatto che non sia stato previsto un suo intervento. In sua sostituzione l’ambasciatore di Varsavia in Israele. Il 27 gennaio, per il Giorno della Memoria, Rivlin volerà invece in Polonia ad Auschwitz. Anche per l’Italia, la presenza a Gerusalemme avrà un risvolto politico: per Mattarella sono previsti due bilaterali, una con Rivlin e l’altra con il presidente sloveno Borut Pahor.
Ultimo aggiornamento: 20:39 [Fonte il Mattino di Napoli]


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