Cronaca

“Le cose vanno fatte al meglio e con onestà”: Mario Draghi e l’insegnamento del Massimo di Roma

“Abbiamo ricevuto un’educazione fatta di un insegnamento di qualità eccellente, ma insieme anche di un messaggio morale che pervadeva tutta la giornata: le cose andavano fatte al meglio delle proprie possibilità e con onestà. Noi eravamo considerati speciali, ma non perché andassimo al Massimo, bensì come persone umane. E avevamo un compito che poi la fede e la vita ci avrebbero rivelato”. Ha ricordato così Mario Draghi la sua educazione all’istituto gesuita Massimilano Massimo di Roma, la scuola che il presidente del Consiglio incaricato ha frequentato dalla quarta elementare fino alla fine del liceo. E lo ha fatto in un’intervista rilasciata per i 50 anni dell’istituto, una delle rare occasioni in cui Draghi ha parlato di sé, ricordando il periodo della sua formazione nella scuola che che fino agli anni ’60 ha avuto sede nei pressi della stazione Termini per poi spostarsi all’Eur.

Proprio piazza dei Cinquecento, l’Eur e le eleganti strade del quartiere Pinciano, dove è nato, sono i luoghi di Roma in cui Mario Draghi è cresciuto e dove ha studiato fino all’età di 18 anni, prima di intraprendere il suo percorso da economista alla Sapienza e poi nelle più importanti istituzioni bancarie e ministeriali. Ora vive ai Parioli, è appassionato di sport e tifoso della Roma.

Di salotti romani all’insegna della mondanità non ne frequenta e preferisce passeggiare con i suoi affetti, prima di tutto la moglie Maria Serena Cappello. Nel quartiere pinciano, zona che si estende attorno alla seicentesca Villa Borghese, Draghi è nato nel 1947 da Carlo e Gilda Mancini, scomparsi quando l’ex presidente della Bce aveva solo 15 anni. I passi del padre, che lavorava in Banca d’Italia, hanno segnato la strada dell’economista che nel 2005 è tornato a palazzo Koch in via Nazionale come governatore.

Ben prima, tra i 9 e i 18 anni, i luoghi attraversati da Draghi sono stati principalmente due: piazza dei Cinquecento e l’Eurm sedi appunto del Massimo, che ha frequentato insieme all’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo e al presentatore televisivo Giancarlo Magalli, suoi compagni di classe.

Oggi, il rettore dell’Istituto Massimo padre Giovanni La Manna, parla con orgoglio dell’illustre ex allievo. Per La Manna i tratti che gli derivano dall’educazione gesuitica sono “l’onestà e la consapevolezza che ogni persona è una risorsa e va valorizzata per i talenti che ha”, orientando il proprio lavoro verso il bene comune. Quanto alle sue performance scolastiche, guardando le pagelle e il materiale d’archivio “ho trovato indici molto soddisfacenti – continua La Manna – come anche una bravura in matematica che del resto ha dimostrato poi nella sua carriera professionale”.

Dopo il liceo Draghi frequenta la facoltà di Economia dell’università La Sapienza in via del Castro Laurenziano, dove si laurea con Federico Caffè, uno dei più importanti economisti italiani, misteriosamente scomparso nel 1987. La tesi che scrive nel 1970 è proprio sulla moneta unica europea. Dopo la laurea iniziano gli anni all’estero e Draghi tornerà con stabilità nella Capitale tra il 1991 e il 2001 come direttore generale del ministero del Tesoro, in via XX Settembre.

Poi, nel 2005, si sposta alla Banca d’Italia tornando lì dove il padre Carlo ha lavorato 80 anni prima. In via Nazionale resterà fino al 2011 per poi spostarsi nello stesso anno a Francoforte alla guida della Banca centrale europea. Terminato l’incarico il 31 ottobre 2019 è tornato in Italia portando avanti il suo impegno nel mondo economico attraverso interviste, discorsi e interventi e trascorrendo la sua vita tra la sua casa a città della Pieve, in Umbria, e quella ai Parioli. Dalla quale oggi è uscito per dirigersi verso il Quirinale e ricevere l’incarico di formare un nuovo governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


fonte : repubblica.it