Cronaca

“Non ci sono voli per l’Italia”

Quello che doveva essere un viaggio da sogno, tra Filippine e Thailandia, si sta trasformando in un incubo per Luca Angelo D’Aloia, 40enne napoletano, che lavora all’Agenzia delle Entrate di Torino.

Luca era partito da solo per le Filippine il 6 marzo dall’aeroporto di Torino Caselle. Ad attenderlo, a Manila, un’amica conosciuta a Torino. La vacanza prosegue serena, ma le notizie dall’Italia, giorno dopo giorno, iniziano a preoccupare. Fino alla doccia fredda, qualche giorno fa, le Filippine dichiarano lo stato di emergenza da Coronavirus (707 positivi e 47 morti è il dato aggiornato al 27 marzo). Non ci sono più voli nè per l’Italia, nè per la Thailandia che doveva essere la meta successiva.

-Luca, dove sei in questo momento precisamente?
“Sono a Samar, un’isola delle Filippine che fa parte delle Visayas”.

-Le Filippine hanno dichiarato lo stato di emergenza per il Covid-19. Qual è la situazione per i rientri in Italia?
“C’è la disorganizzazione più totale. L’ambasciata italiana non organizza voli, ma si accoda a quella tedesca o ad altre. Ma essendo adesso in questa isola senza un aeroporto internazionale, i voli interni ed i traghetti sono bloccati. Saltuariamente il ministero degli Esteri filippino organizza navi o aerei speciali per stranieri che devono rientrare. Ho chiamato lunedì e mi hanno detto che se ne parlava la settimana prossima, anche se poi ho saputo che è comunque partito prima un volo a mia insaputa”.

-Cosa ti hanno consigliato di fare le autorità locali?
“Mi hanno detto che adesso non organizzano più di spostamenti interni e rimandano all’ambasciata italiana. I voli internazionali partono da Manila o Cebu”.

-Hai avuto supporto dalla Farnesina?
“Al momento no. Al numero delle emergenze della Farnesina non sono riuscito a prendere la linea e alle email non rispondono”.

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-Sei ospite in questo momento della tua amica filippina? Loro come stanno vivendo questa emergenza e come ti trattano?
“Sono molto accoglienti, però ovviamente non posso restare qui ancora a lungo. La mia amica è dispiaciuta perché ha proposto lei di venire su quest’isola e ora nessuno può spostarsi. Lei tra l’altro deve riprendere il lavoro a Manila ed io a Torino da lunedì prossimo. Ci tengo a precisare che quando sono partito la situazione non era così compromessa in Italia, l’allarme era ancora sottostimato e le Filippine avevano casi che si contavano sulle dita di una mano”.


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