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QUARTO/ In centinaia al corteo contro il 5G, scoppia la polemica: “Non vogliamo l’amministrazione”

QUARTO – Sono stati almeno in 700 ad attraversare la città urlando slogan contro l’installazione di antenne 5G. Pienamente riuscito, dunque, il corteo organizzato dal Comitato a difesa della salute e dell’ambiente di Quarto per chiedere all’amministrazione comunale una moratoria sulla nuova tecnologia, almeno fino a quando non vengano resi noti i veri rischi per la salute degli impianti di ultima generazione.

SCONTRO CON L’AMMINISTRAZIONE – La vigilia della manifestazione, però, è stata caratterizzata da un vero e proprio muro contro muro tra gli organizzatori e l’amministrazione. Il Comitato, infatti,aveva chiesto espressamente agli amministratori della maggioranza di non prendere parte al corteo. «Non vogliamo la partecipazione dell’attuale amministrazione al corteo in quanto l’unica con il potere di fare la sospensiva che ad oggi non abbiamo – hanno dichiarato gli organizzatori – Non vogliamo altro fumo negli occhi né far fare la passerella ad un sindaco che non ha ancora fatto quella che è la volontà popolare. Siamo cittadini e non vogliamo pagare sulla nostra pelle le inadempienze di un’amministrazione burocrate ed inerme».

LA REPLICA DEL CONSIGLIERE – A rispondere è stato il consigliere Antonio Esposito della civica Democratici in Cammino: «Eravamo pronti a partecipare alla manifestazione di oggi ma, come vedete, ci è stato chiesto molto poco democraticamente di non esserci. Una manifestazione del genere dovrebbe riguardare la salute, e quindi informare, unire, non certo dividere. Avremmo voluto essere anche noi, in piazza, al vostro fianco, ma non ci sarà possibile. Continueremo quindi ad incontrarvi, ascoltarvi, a spiegarvi cosa possiamo fare e cosa no in qualità di amministratori locali e, soprattutto, continueremo ad affrontare il problema. Perché il problema non è solo il 5G, ma sono tutte le antenne presenti sul nostro territorio, e per le quali abbiamo richiesto monitoraggi e controlli costanti. Ed è così che ci muoveremo per tutelare la vostra, anzi la nostra, salute. Anche io vivo a Quarto con i miei figli. Solo il tempo potrà fare luce su tutta questa strumentalizzazione politica contro di noi. La politica si fa con sentimento e non risentimento».

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