Cronaca

Valerio Massimo Manfredi, condizioni ancora gravi ma stabili. Sequestrato l’appartamento di fronte

Ha superato la notte, è sempre grave ma stabile, lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’unità operativa complessa dell’ospedale Misericordia di Grosseto, dopo essere stato trovato privo di sensi nel suo appartamento giovedì pomeriggio a Roma assieme alla scrittrice Antonella Prenner.  I due sono stati trovati dalla figlia dello scrittore, che non riuscendo a contattare il padre, è entrata in casa dando l’allarme.

La donna è ricoverata all’Umberto I di Roma, anche lei in gravi condizioni, mentre il saggista, di 77 anni,  dopo essere stato inizialmente trasportato al San Camillo è stato poi spostato in elicottero a Grosseto dove era disponibile una camera iperbarica. Entrambi sono intubati. Fanno la spola tra la terapia intensiva e la camera iperbarica, per tentare di ripulire il sangue dal monossido di carbonio e riavviare la funzione polmonare. Non è chiaro per quanto tempo i due siano stati esposti alle esalazioni.

Le indagini: sequestrato l’appartamento di fronte

I vigili del fuoco ieri sera hanno evacuto in via cautelare i sei appartamenti del palazzo. Hanno fatto areare le case, poi con le apparecchiature elettroniche avviano le verifiche a tutte le caldaie del condominio.

Per esclusione, l’attenzione è caduta sull’ex galleria d’arte (vuota) al piano terra, proprio di fronte all’appartamento di Manfredi. Appartiene a un libero professionista che, neanche a farlo apposta, è in trasferta di lavoro a Napoli. Rientra di corsa a Roma.

Le esalazioni proverrebbero proprio dalla caldaia posizionata in una nicchia al piano seminterrato. Viene riscontrata qualche criticità ai tubi di scarico.

“Non ha mai dato problemi – assicura il proprietario – per due anni c’è stato un pittore che ha disdetto il contratto a ottobre, da allora è vuota. Ieri sono venuti gli operai della ditta condominiale per riparare una infiltrazione d’acqua dal piano superiore. Forse, siccome al seminterrato c’è il bagno, toccando l’interruttore per accendere la luce delle scale hanno premuto anche quello per avviare la caldaia”.

Intanto il locale è stato messo sotto sequestro. Non è chiaro quando la coppia sia entrata in coma. Certo è che il monossido potrebbe aver circolato nelle condutture del condominio, essere entrato nella cucina dei Manfredi attraverso il vortice di areazione e aver raggiunto la camera da letto.

La figlia Diana, la moglie dopo le 21 tornano in via della Penitenza per prendere le chiavi dell’appartamento dalla polizia. Parlano con i vigili del fuoco, con la polizia. Dopodiché si chiudono in casa per uscirne qualche minuto dopo le 23. Non hanno voglia di parlare con i cronisti. Sono scossi. Sperano in una buona notizia dall’ospedale.

 

 

 


fonte : repubblica.it